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la
Stregoneria
La stregoneria non ha
nulla a che vedere con l'adorazione di Satana, con la magia nera o cose
simili, essa rappresenta tutto quello che rimane degli antichi culti
pagani. Quando cominciò l'avanzata del cristianesimo, gli antichi dei
pagani, quelli della mitologia classica, nordica o celtica, cominciarono
la loro “ritirata” nelle campagne e nei boschi dove tradizioni e credenze
erano forse più semplici, ma molto più antiche e difficili da sradicare.
L'indottrinamento delle aree rurali fu infatti il più arduo per la
cristianità, tanto che essa dovette adottare sempre più spesso
l'espediente di sostituire agli Dei, il culto dei santi spesso con le
stesse modalità cerimoniali, trasformando gli Dei in un esercito demoniaco
e la personificazione delle forze della natura, come il dio Pan, nel
demonio stesso. Ma questa operazione non riuscì completamente. Neppure la
Santa Inquisizione, nata come strumento di potere per sradicare le eresie
e per eliminare gli ebrei che avevano acquisito troppo potere e chiunque
potesse mettere in pericolo il potere spirituale e temporale della chiesa
e che, in un secondo tempo si rivolse proprio contro quanto era rimasto
dei vecchi culti e delle antiche tradizioni, riuscì nell'intento.
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L'Inquisizione
Il Terrore iniziò con Gregorio IX°, che
divenne papa nel 1227. Al Concilio di Tolosa, in Linguadoca, un paio di
anni dopo, Gregorio IX decretò che gli eretici dovevano essere consegnati
al braccio clericale ai fini dell'esecuzione della pena. "E' dovere di
ogni cattolico - si legge - perseguitare gli eretici." Anche l'imperatore
Federico, non credente, divenne un avvocato dell'ortodossia onde evitare
problemi diplomatici con la chiesa. Nell'anno 1232 Gregorio IX pubblicò la
Bolla che formalizzava l'Inquisizione perché considerata la tolleranza del
clero di fronte a tali problematiche occorreva una struttura che si
occupasse della questione. Il 27 Luglio 1233 vennero nominati i primi
inquisitori. Ma a differenza di quanto si crede non si tratta di un
ritorno all'inciviltà: nel 384 un Sinodo in Roma aveva condannato con
decisione l'uso della tortura; Gregorio Magno, nel sesto secolo, aveva
ordinato ai giudici di ignorare qualsiasi testimonianza prestata sotto
"pressioni" o torture. Dopo Gregorio IX, Innocenzo IV contribuì con la
Bolla "Ad extirpanda", che affermava l'uso indiscriminato della tortura a
scopo processuale. Da quel momento ogni disobbedienza anche solo del
pensiero, era punibile. E per tre secoli non un solo papa si oppose a
questo insegnamento, ordine impartito e valevole ovunque si trovassero
cristiani. Gli inquisitori domenicani (maggiori inquisitori) erano
soggetti solo al papa, non sottostavano né ai vescovi, né alla legge
civile e negli stati pontifici erano accusatori, torturatori, polizia e
giudici. Solo un secolo dopo è stato possibile visionare il libro guida
"ufficiale" degli Inquisitori, il "LIBRO NERO", detto anche "IL LIBRO DEI
MORTI". L'inquisizione compì una vera e propria carneficina trovando le
sue vittime ovunque anche quando non c'era più nulla da trovare, migliaia
di innocenti furono arsi sui roghi che infiammarono tutta l'Europa.
Centinaia di confessioni spesso confuse e mille volte ritrattate
sull'adorazione del demonio furono estorte con le torture più atroci che
nel nostro secolo trovano un paragone soltanto nel nazismo. Agli inizi del
nostro secolo due antropologi come Leland e Murrey scoprirono alcuni resti
di queste antiche tradizioni e sostennero la tesi, mai confutata, che la
caccia alle streghe non fu solo un fenomeno di fobia di massa, ma che alla
base del fenomeno esistesse veramente una forma di culto, di religione e
tradizione.
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Le Streghe di
Borgone
La maggior parte delle persone accusate
di stregoneria era di sesso femminile. L'idea che le
donne fossero più facilmente soggette a cedere alla tentazione del
Maligno deriva dalla profonda misoginia insita nella cultura medievale, che
si riflette in opere come il Malleus Maleficarus (Il martello delle
streghe). Nel Malleus si arriva a concludere che "la stregoneria
deriva dalla lussuria della carne, che nelle donne è insaziabile". Tale
convinzione non è però patrimonio solo degli ambienti clericali, ma anche
di quelli laici, come testimoniano le affermazioni di Bodin e
Boguet. Quali donne incorrevano nell'accusa di stregoneria? Erano particolarmente esposte all'accusa le
levatrici, le bambinaie, le cuoche e le guaritrici, donne che in
genere potevano avere competenze e conoscenze particolari, quali l'uso delle erbe
per la preparazione di unguenti e rimedi. Queste conoscenze
venivano ritenute facilmente trasferibili in un contesto di magia nera.
Levatrici e bambinaie subivano l'accusa perchè professionalmente a contatto con
i bambini in un'epoca di elevatissima mortalità infantile e
neonatale. Poichè le streghe venivano considerate avide di bambini non
battezzati da sacrificare al Diavolo per cibarsene durante il Sabba,
queste professioni esponevano al rischio di accusa di stregoneria in misura notevole.Dai
documenti processuali l'età media delle streghe elevata e il loro stato civile era
più frequentemente quello di vedove o non coniugate. Le vecchie venivano ritenute
sessualmente avide e quindi facile preda del Maligno che si presentava
loro come un partner sessuale giovane e
attraente.
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La
Leggenda
Da sempre a Borgone gli abitanti raccontano delle streghe, che ballano e
cantano sul ponte dul "Fiuron" che attraversa in torrente Anza o sul
noce al piano. Dedite alla pratica della magia con urla
e riti terrificanti sovente spaventavano ma non infierirono mai sugli abitanti di
Borgone. Anzi leggenda narra dalle parole del "Pedar dla sabbia"
che il compito delle streghe era quello di proteggere il
paese dagli Antichi Demoni e Folletti dell'Opaco, per questo presidiavano il
ponte e il piano. Pedar ci narra che.. "Dalle stelle
oscure Essi Vennero prima che l'uomo nascesse, invisibili e tremendi. Essi discesero sulla Terra
primordiale. Sotto gli oceani Essi attesero per lunghe epoche, fino a che
i mari eruttarono la terraferma, ed Essi brulicarono in moltitudini e la Tenebra
regnò sulla Terra. E la stirpe dei Demoni ricoprì la Terra, e i Loro figli
perdurarono nei secoli. Dormono sotto le pietre immobili; sorgono con l'albero
dalle radici; si muovono nei boschi in luoghi sotterranei; abitano nelle gallerie
più recondite. Emergono a volte dai serrati sepolcri di bronzo superbo e
dalle tombe sotterranee chiuse dall'argilla. Alcuni sono noti all'uomo da tempo immemore, altri
ancora sconosciuti, in attesa del terribile giorno della loro rivelazione.
I più terribili e ripugnanti fra tutti devono ancora rivelarsi... Essi camminano sereni
e primitivi, senza dimensioni e da noi non visti. Pedar conosce il cancello.
Pedar è la chiave e il guardiano del cancello. Egli sa dove i Demoni
passarono una volta, e dove passeranno ancora. Egli sa dove essi calcarono
i campi della Terra, e dove li calcano tuttora, e perchè nessuno
può mirarli mentre Essi camminano. Dal loro odore talvolta gli uomini
possono sapere se Essi sono vicini, ma nessun uomo può sapere quale sia
la Loro sembianza se non nelle fattezze di coloro che Essi
hanno procreato nel genere umano; e questi son di molte specie e
differiscono per aspetto , dalla più vera immagine
dell'uomo a quella forma senza apparenza nè sostanza che è Loro. Essi
camminano invisibili e osceni in luoghi solitari dove le Parole
sono state pronunciate, e sono stati gridati i Riti nelle loro
Stagioni. Nel vento biascicano le Loro parole, e nella terra borbotta la Loro
coscienza. Essi piegano foreste e schiacciano paesi, ma foreste e paesi
non possono scorgere la mano che le colpisce." Cosi Pedar ci parla
delle creature demoniache che infestano l'Opaco, quando calano le ombre della sera ancor
oggi si sentono le urla dei riti terrificanti che le streghe di
Borgone compiono a protezione del paese, con i loro balli e canti sorvegliano i
cancelli della Notte.

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by
Danilo
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Ul
Pedar
Non è nativo di Borgone le sue origini sono ignote, Carmen dice
provenga da Ornavasso, lo chiamavano "Pedar dla sabbia" perchè il suo
lavoro consisteva nel trasportare col gerlo la sabbia che serviva per
costruire le case, dal torrente Anza. Un lavoro umile e faticoso che gli
permetteva di vivere dignitosamente, dormiva nella casa dei "Legnamè",
dove aveva una stanza sotto il solaio. |
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