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Borgone
Borgone
se e' stato Comune con Prequartera da tempo immemorabile, non fu mai
parrocchia. Nel 1603 Borgone si unisce a Ceppo,Prequartera,Campioli e
Mondelli in numero di 126 famiglie, per chiedere al Vescovo Bescape' di
Novara di separarsi dalla parrocchia di Vanzone per la distanza.
Si oppone fortemente il
curato di Vanzone ma il Vescovo alla fine decise per la separazione; nelle
condizione susseguenti il nuovo e primo parroco di Ceppomorelli doveva
celebrare, una volta alla settimana, nell'oratorio di Borgone, in giorno
feriale, la santa messa; cosi anche doveva celebrare una volta al mese a
Mondelli.

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Il Beneficio 1674
Il bel
oratorio
dedicato ai Santi Innocenti con tanto di vero campanile e cinque campane ebbe un autentico Beneficio detto Laicale, fondato il 16 gennaio 1674 da Giovanni Giacomo Piccoli sotto
il suo patronato e dei suoi discendenti.
Estinti i suoi discendenti subentrarono come patroni i capi famiglia di Borgone.
Il prete beneficiato era tenuto alla residenza, a 208
messe annue(quattro alla settimana),all'assistenza dei moribondi,
all'insegnamento della dottrina cristiana nei giorni festivi, alla
predicazione anche in parrocchia nel caso di malattia del parroco di
CeppoMorelli, all'ascolto ordinario delle confessioni, a fare scuola
gratis ai figli maschi(niente alle femmine) della terra di Borgone per
cinque mesi cominciando da novembre fino a tutto marzo. All'inizio detto
beneficio era fondato sui terreni, in seguito venne arrichito di
certificati nominativi bancari e di cedole al portatore con redditi vari.
Però le messe vennero progressivamente ridotte dal vescovo per la
riduzione dei redditi effettivi. Nel 1849 si unì un secondo beneficio
laicale: quello di Giuseppe Tonietti fu Stefano sotto il patronato del
nipote testatore sac.Andrea Chilli (diventato parroco di Mercurago) e
mancato questi subdoentrava come patrono l'altro nipote sac.Benedetto
Chilli e parenti discendenti. Gli oneri sono più o meno gli stessi: dare
il "comodo" della messa alla terra di Borgone nei giorni festivi, il
celebrare le messe "di buon'ora" nei giorni feriali, nel tempo della
raccolta delle castagne si è obbligati a celebrare all'aurora,
amministrare i sacramenti anche di notte se neccessario. Nel 1899 veniva
venduto un caseggiato in Alessandria sempre del Tonietti e cosi il
capitale del Beneficio si portava alla
considerevole cifra di allora di lire 16.500.
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don. Giuseppe Chilli
Nel 1922
il sac. Giuseppe Chilli godeva e beneficiava di questi due Benefici senza
nomina perchè di uno era patrono e dell'altro era compatrono. Don
Chilli, ancora molto vivo nei ricordo dei nostri anziani, fu una delle
vittime di Marano Ticino. Al riguardo scrisse Sombrero Vincenzo di
Mondelli: " Nel luglio del 1926 a Marano Ticino ci fu il grave disastro al
passaggio livello della ferrovia in cui il treno investì l'automobile
causando la morte di Gottardi Luigi d'anni 28, Volpone Tosetti Bernardo
di anni 65, Bachetta, sindaco di Bannio, il notaio Dionigi Laurini
di anni 47, Don Antonio Catone d'anni 49 e Don Chilli Giuseppe da Borgone
di anni 48: erano andati a Bellinzago per il funerale dell'ex-parroco di
Bannio, Don Omodei Gorini". L'unico sopravissuto al disastro è stato il
sac.Alfonso Rampone. parroco di Bannio che è stato catapultato lontano una
decina di metri con gravi conseguenze per la salute nel restante di sua
vita. Nel 1927, con atto legale, la mamma di Don Giuseppe Chilli, Longa
Caterina, rinunciava al diritto di patronato cedendo ogni diritto di
possesso e di amministrazione all' Autorità Eclesiastica e donava
all'oratorio di Borgone gli oggetti sacri appartenenti al figlio defunto,
tra cui un calice d'argento.

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La Diatriba
Nel 1933 è sorta tra i capi famiglia
e l'autorità religiosa una vera diatriba sulla situazione giuridica del Beneficio di fondazione Piccoli
in Borgone: è semplice Cappellania o vero Beneficio? Tra gli altri sono
intervenuti il notaio dott. Giovanni Iussi ed il celebre giurista prof.
Giovanni Cavigioli, i quali dimostravano: - non è una cappellania laicale
ma un vero beneficio eclesiastico essendo intervenuta la formale erezione canonica. - La
casa in Borgone, che è parte integrante della dote beneficiale, non può essere
dei terrieri che, "si spogliarono della proprietà" come diceva l'art.1050
del cod.civile, senza neppure avere il diritto di amministrazione.
Oggi la casa è giuridicamente di proprietà dell'Istituto Sostentamento Clero
che ha intenzione di venderla.
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Borgone.it
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